Preghiamo insieme – Pasqua 2020

Oggi, domenica di Pasqua alle ore 12, quando le campane suoneranno a festa, radunatevi attorno al tavolo.
Mettete sul tavolo il piatto che rappresenta meglio la vostra tradizione, la vostra cultura, la vostra storia.Pregate un “Padre Nostro”, tenendovi per mano, voi che potete.

E poi un componente della famiglia recita a nome di tutti:
“Signore Gesù Cristo,
risuscitato dai morti,
che ti sei manifestato ai discepoli nello spezzare il pane,
resta in mezzo a noi:
fa’ che rendendo grazie per i tuoi doni nella luce gioiosa della Pasqua,
ti accogliamo come ospite nella nostra famiglia,
per essere commensali del tuo regno.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli”
Amen.

Si può concludere con un’Ave Maria
oppure con l’antifona mariana del Tempo di Pasqua:
“Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, è risorto,
come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.”

Buona Pasqua a tutti voi.
Don Pier

Via Crucis – 10 Aprile 2020 – Venerdì Santo

Questo breve video vuole proporre il percorso della Via Crucis che era stato preparato per la processione di questo Venerdì Santo, che non potremo fare insieme per Mappano.

Ma insieme possiamo pregare, anche nelle nostre case, per sentirci uniti a Gesù in questo momento di sofferenza.

Buona visione

COMMENTO ALLA FESTA DELLE PALME …SENZA ULIVO

Sempre mi sono chiesto cosa se ne facevano di quei tanti rami d’ulivo?
Messa non Messa, non importava. L’importante era portare a casa un ramo d’ulivo, uno solo e semplice, imbustato o sciolto, o perfino una fascina…non importava.
L’importante era portarlo a casa.
Per cosa servisse veramente non l’ho mai capito…
Era l’ingrediente segreto della pastiera?
O da mettere in qualche frittata con uova a Km 0?
Serviva come buona sorte per la casa che lo ospitava?
La tradizione? Sta di fatto che non erano Palme senza ulivo!
Ricordo come fosse oggi che durante una grandinata estiva che rischiava di spazzare via il raccolto, e io ero bimbo, mia nonna staccò l’ulivo dal muro, da sotto la Madonna, e lo gettò nel cortile. Audacia degli umili che confidano in Dio o ultimo atto di disperazione?
A decine hanno già telefonato in parrocchia se possono avere un ramo d’ulivo, anche di contrabbando o “pagando il doppio”, disponibili ad un appuntamento clandestino sotto il campanile falsificando l’autocertificazione scrivendo motivi di salute (aggiungerei io “mentali”)… l’importante è che sia benedetto! che venga consegnato dalle mie mani.
Mi sono chiesto se sono un dispensatore di religione o uno spacciatore di magia senza autocertificazione. La fede viene dopo, è un optional.
Eppure quest’anno che ci piaccia o no, saranno Palme senza ulivo.
Eppure i rami di ulivo, e le palme, è quanto hanno messo ai piedi di Gesù che entrava in Gerusalemme, per poi fregarlo e tradirlo qualche ora dopo.
“Osanna al Figlio di Davide!” tutti insieme a urlare e (da qui il verbo) osannare! Ma appena c’è da mettere la faccia, uno alla volta a dire “non lo conosco”.
L’ulivo era quanto teneva in bocca la colomba tornando all’arca per dire che il diluvio era cessato e la terra e il cielo avevano fatto pace.
I greci antichi consideravano l’ulivo una pianta sacra e la usavano per fare delle corone con cui cingevano gli atleti vincitori delle olimpiadi. Per gli Ebrei l’ulivo era simbolo della giustizia e della sapienza.
L’ulivo con il Cristianesimo assume la simbologia di segno di riconciliazione e di pace.
Ma quale pace?
Quella fra i popoli? Fra nuora e suocera? Fra vicini di casa? O ancora prima, quella più intima, quella del nostro cuore, quella dalla quale nascono tutte le altre?
Che si debba fare pace con se stessi, dirsi che i sensi di colpa sono un campanello d’allarme ma non una via da seguire, che si debba accettare la propria storia con le sfumature delle fragilità e dei pregi che abbiamo tutti quanti, è necessario, è obbligatorio.
Se non siamo in pace con noi stessi non saremo in pace con gli altri.
Se abbiamo un occhio paranoico, sarà sempre colpa degli altri.
Se non ci stimiamo, non saremo mai all’altezza della vita e sempre succubi dei giudizi degli altri.
E così via…
In quest’anno in cui non c’è l’ulivo, proviamo a riempire questo vuoto simbolico di benedizione e di gestualità con la vera domanda: quand’è che ci regaleremo la pace interiore? Quand’è che sarò in pace con me stesso? Prima o poi nella vita dovremo anche darci una risposta.

Buone Palme senza ulivo!
Don Pier

PS…
Concretamente come fare?

A mezzogiorno in tutte le parrocchie suoneranno le campane.
Riunitevi come famiglia attorno al tavolo.
Deponete su di esso un ramoscello verde, qualsiasi esso sia…saranno le Palme di quest’anno!

Pregate un Padre Nostro affinchè il Signore doni pace ai vostri cuori e alle vostre famiglie.
Dite un’Ave Maria per chi soffre ed è malato,
un Eterno Riposo per tutti i defunti.

E poi un componente della famiglia legge questo testo:

Volgi lo sguardo, o Padre, sulla nostra famiglia e su tutta l’umanità:
Il Signore nostro Gesù Cristo,
che non esitò a consegnarsi nelle mani dei malfattori
e a subire il supplizio della croce,
ci accompagni con la sua misericordia
e apra il nostro cuore alla speranza
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
T. Amen.

Queste preghiere e questo gesto fatto in casa avranno un valore unico e inedito, perché forse fatto poche volte o quasi mai.
Appendete quel ramoscello, qualsiasi esso sia,
nella parte più cara della vostra casa.
Sarà il segno della benedizione e presenza di Dio
nella vostra casa per quest’anno.

Un abbraccio a tutti, don Pier
Vi voglio bene !!